Intervista esclusiva

Siamo ad Arona (No), venerdì 13 ottobre 2000. Lo spettacolo con le “Custodie Cautelari” è terminato da un’ oretta e Maurizio concede un’ intervista al mio amico Lorenzo Gallotti. Eccola per voi....

Maurizio, dove componi, come trovi ispirazione per il tuo lavoro?
DA TUTTO, DALLE LETTURE, DALLA GENTE...MAGARI TORNO DA UN VIAGGIO E HO VISTO O VISSUTO UNA SITUAZIONE PARTICOLARE, DAGLI STATI D’ ANIMO...INSOMMA DALLA VITA IN GENERALE.

Dopo tanti anni che suoni, riesci ancora a divertirti come all’ inizio o ormai lo fai solo perché è la tua professione?
MI DIVERTO ANCORA TANTISSIMO. SE NON FOSSE COSI’ NON AVREBBE SENSO SUONARE, A ME PIACCIONO LE COSE FATTE BENE, IN MODO PROFESSIONALE. SIA PER ME CHE PER IL PUBBLICO.

Cosa fai nel tempo libero, quando non ci sono periodi di prove o tournée?
HO MOLTI INTERESSI, COME AD ESEMPIO IL CINEMA, GUARDO MOLTI FILM NUOVI, CERTAMENTE SELEZIONANDO I TITOLI CHE MI ATTRAGGONO, POI LEGGO, SIA I QUOTIDIANI PER TENERMI INFORMATO SU QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, SIA MOLTI LIBRI. INOLTRE MI PIACE MOLTO NAVIGARE IN INTERNET. OVVIAMENTE NON MI PERDO I CONCERTI DEGLI ARTISTI CHE PIU’ MI PIACCIONO E HO UNA GRANDISSIMA PASSIONE PER LA CUCINA E PER I VINI. QUESTO NON PERCHE’ VENGO DA UNA REGIONE, L’EMILIA, FAMOSA PER I SUOI PRODOTTI, MA E’ PROPRIO UNA PASSIONE E UN FATTO CULTURALE.

Ti dà più soddisfazione suonare la chitarra acustica o quella elettrica?
ELETTRICA, MA DIPENDE. CERTO LA CHITARRA ACUSTICA HA UN FASCINO PARTICOLARE MA MI PIACE DI PIU’ METTERMI LI’ E PRENDERE IN MANO LA CHITARRA ELETTRICA, DA’ PIU’ ENERGIA. LA CHITARRA ACUSTICA LA USO DI PIU’ PER COMPORRE, HA PIU’ POSSIBILITA’ CREATIVE, CIO’ NON TOGLIE CHE QUANDO HO VOGLIA COMPONGA ANCHE CON LA CHITARRA ELETTRICA.

Il tuo ingresso nel mondo del rock è avvenuto grazie al sodalizio con Vasco Rossi; ma stavi cercando un modo per entrarci, è successo per caso o che altre possibilità avevi in mente per fare questo lavoro ad alti livelli?
INNANZITUTTO CI TENGO A PRECISARE CHE NON SONO DIVENTATO FAMOSO GRAZIE A VASCO ROSSI, MA INSIEME A VASCO ROSSI. INFATTI QUANDO ABBIAMO COMINCIATO A LAVORARE INSIEME NESSUNO DEI DUE ERA CONOSCIUTO, NON SONO ENTRATO IN QUESTO MONDO PERCHE’ UN ARTISTA GIA’ FAMOSO MI HA PRESO A SUONARE NELLA SUA BAND. COMUNQUE IO SUONO DA QUANDO AVEVO DIECI, UNDICI ANNI, QUINDI QUANDO HO CONOSCIUTO VASCO AVEVO GIA’ I MIEI PICCOLI GRUPPI E FACEVO LE SERATE NEI LOCALI DELLA ZONA O NEI CLUB.

Parliamo della Steve Rogers Band: come è nata questa esperienza?
E’ STATO UN MODO PER PRENDERSI QUELLA PARTE DI SUCCESSO CHE VASCO PUR INVOLONTARIAMENTE VI NEGAVA, IN QUANTO PURTROPPO IL CANTANTE DIVENTA SEMPRE FAMOSO PIÙ DEI MUSICISTI? SAI, NOI LAVORAVAMO DA ANNI IN UN GRUPPO DI LAVORO FORMATO DA AMICI E TUTTO RIUSCIVA FACILMENTE; ANCHE SE LA STEVE ROGERS BAND HA PUBBLICATO IL SUO PRIMO ALBUM NEL 1986 ERA GIA’ ALMENO DALLA LAVORAZIONE DI “COLPA D’ ALFREDO” (1980, NDR) CHE ACCUMULAVAMO MATERIALE. ERAVAMO MOLTO CREATIVI. LE PRIME COSE LE AVEVAMO PREPARATE IO, MASSIMO RIVA E LO STESSO VASCO. SENTIVAMO IL BISOGNO DI POTER CRESCERE PROFESSIONALMENTE. CON MASSIMO C’ E’ SEMPRE STATO UN RAPPORTO DI AMICIZIA PARTICOLARE; LAVORAVAMO, ANDAVAMO INSIEME A CENA, IN DISCOTECA. CON VASCO QUESTO RAPPORTO AL DI FUORI DEL LAVORO NON C’ E’ MAI STATO. ANCHE SE VASCO NELLE INTERVISTE SI E’ SEMPRE DEFINITO COME IL CANTANTE DELLA BAND IN REALTA’ CI CONSIDERAVA NON DICO COME IMPIEGATI... MA QUASI. DICIAMO DEI “SOTTOPOSTI”. QUINDI CON LA STEVE ROGERS BAND ABBIAMO CERCATO DI PRENDERCI PARTE DI QUEL SUCCESSO CHE CI ERA STATO NEGATO. IO E MASSIMO CI SIAMO SEPARATI DA VASCO NEL 1987, QUANDO ERAVAMO STUFI DI STARE CON QUALCUNO CHE NON ERA CONTENTO DEL SUO SUCCESSO E VOLEVA SEMPRE DI PIU’.

E perché si è conclusa? Non c’erano più stimoli? Dopo 4 dischi era più difficile ripetersi a grande livello?
STIMOLI CE NE ERANO ANCORA, SICURAMENTE. IL PROBLEMA ERA CHE MANCAVANO LE SPINTE DISCOGRAFICHE. COMUNQUE A DISTANZA DI ANNI PENSO CHE SIA STATO UN GRANDE ERRORE FERMARE QUEL PROGETTO. IL PUBBLICO C’ERA, E IL LAVORO ANCHE. PERO’ ANCORA UNA VOLTA NON MI SENTIVO SODDISFATTO, PERCHE’ SPESSO CI OFFRIVANO DI ESIBIRCI NELLE VARIE FESTE DI PIAZZA, SPESSO AL SUD, NEI PICCOLI PAESI E QUESTE SOLUZIONI PROFESSIONALMENTE NON MI APPAGAVANO, ANCHE SE ORA TUTTI FANNO COSI’.

Quando è mancato Massimo Riva i media hanno evidenziato solo alcuni aspetti di lui e della sua vita. C’è qualcosa che ricordi in particolare di lui e vorresti raccontare?
PURTROPPO QUANDO SUCCEDONO CERTE TRAGEDIE I MEDIA VOGLIONO A TUTTI COSTI COLPIRE L’ AMBIENTE E FINISCONO PER SPARARE CAZZATE. LA VERITA’ E’ CHE MASSIMO ERA GIA’ DA CIRCA UN ANNO IN UN GRANDE PERIODO DI DEPRESSIONE. GLI AVEVANO RISCONTRATO L’ EPATITE C ED ERA COSTRETTO A PRENDERE UN GROSSO QUANTITATIVO DI FARMACI PER CURARSI CHE LO DEBILITAVANO. QUANDO ENTRI IN UN PERIODO DEL GENERE E’ DIFFICILE VENIRNE FUORI. E’ MORTO DI OVERDOSE, MA CERTO NON ERA DROGATO DA ANNI, AVEVA INIZIATO IN QUEL PERIODO DIFFICILE, FORSE PER COMBATTERE LA DEPRESSIONE E INFATTI E’ STATO STRONCATO PROPRIO PERCHE’ NON ERA ABITUATO ALLA DROGA. COMUNQUE MASSIMO E’ STATO FELICE PER IL 99% DELLA SUA VITA. LO RICORDERO’ SEMPRE COME UN RAGAZZO ALLEGRO, SPENSIERATO CHE AMAVA DIVERTIRSI, E VIVERE. COME DIMOSTRAVA SUL PALCO.

Personalmente penso che hai scritto su tutti 2 capolavori: “Dormi dormi”, che mi emoziona come poche,  e “Bambolina”. Mi vuoi raccontare come sono nate e che storia hanno alle spalle?
DUNQUE “DORMI DORMI” E’ NATA ALL’ INIZIO DEGLI ANNI OTTANTA, QUANDO SONO USCITI I PRIMI DISCHI DI BRYAN ADAMS, E A ME PIACEVA MOLTO, QUINDI CERCAVO DI COMPORRE UN PEZZO CON CARATTERISTICHE SIMILI ED E’ NATA “DORMI DORMI”. “BAMBOLINA” INVECE E’ STATA SCRITTA NEGLI ANNI ‘85/’86. LA MUSICA L’ HO COMPOSTA PENSANDO A UNA RAGAZZA DELL’ EPOCA, UNA STORIA TRISTE PER ME. LE PAROLE LE HA MESSE MASSIMO, E IL RISULTATO E’ STATO OTTIMO.

Penso che comunque sarebbe un pezzo fantastico e renderebbe molto anche in versione strumentale.
CERTAMENTE, E SULLO STESSO PIANO CI METTEREI “CANZONE”; ANCH’ ESSA COMPOSTA IN VERSIONE STRUMENTALE, POI VASCO E’ STATO GENIALE A INSERIRE NELLA MELODIA, GIA’ DI PER SE’ STUPENDA, DELLE FRASI BREVI E TOCCANTI. ANCHE IN “DORMI DORMI” LE PAROLE SONO DI VASCO. ECCO, IN QUESTO VASCO E’ FENOMENALE. RIESCE A INSERIRE SULLE MUSICHE TESTI PERFETTI, DI MEGLIO NON SI POTREBBE FARE. E’ BRAVISSIMO NEI RAPPORTI ARTISTICI, UN PO’ MENO IN QUELLI PERSONALI...

E’ difficile il cambiamento tra suonare negli stadi con davanti decine di migliaia di persone e farlo in locali o spazi chiusi con molto meno pubblico, e magari qualche problema di impianto in più?
NO. IO HO SEMPRE PREFERITO SUONARE NEI LOCALI O NEI PALAZZETTI, ANCHE SE L’ ACUSTICA E’ INFERIORE LA BAND SENTE IL PUBBLICO PIU’ CALDO E VICINO, LO STADIO E’ MOLTO PIU’ DISPERSIVO, SEMPRE PARLANDO DAL PUNTO DI VISTA DI CHI STA SUL PALCO. VEDI SOLO LE PRIME FILE.

Qual è il vero problema del rock in Italia? Perché il blues tira poco tra i giovani, quando invece “tirano” gruppi di ragazzini di dubbio livello il cui successo dura mediamente uno, due album?
IL PROBLEMA E’ CHE, ANCHE SE IL PUBBLICO CI SAREBBE, NON CI SONO I MEDIA: O MEGLIO, CI SONO SOLO PER GLI ARTISTI CHE HANNO UN OCCHIO ALLA POLITICA O AL TREND. FINO A DUE ANNI FA SPINGEVANO SOLO CHI ERA DI SINISTRA, ORA CHI FA MUSICA PER TREDICENNI. IL BLUES NON E’ CONOSCIUTO TRA I GIOVANI, PURTROPPO, MA COME SI PUO’ PRETENDERE CHE ASCOLTI IL BLUES LA RAGAZZINA DI QUINDICI ANNI CHE GUARDA “IL GRANDE FRATELLO”? MANCA LA CULTURA MUSICALE TRA I GIOVANI. MA LA COLPA NON E’ LORO, IL CONSUMATORE PRENDE QUELLO CHE GLI VIENE OFFERTO, SE MTV FACESSE QUINDICI ORE AL GIORNO DI BLUES LE COSE CAMBIEREBBERO. IL PROBLEMA, COME DICEVO PRIMA, STA IN QUELLO CHE “SPINGONO” E DECIDONO DI FARCI VEDERE.

Il rock in Italia è quasi solo Vasco Rossi e Ligabue, che personalmente non ammiro. C’è qualcuno nel panorama musicale italiano che in futuro potrebbe inserirsi al vertice, magari i Negrita (te li suggerisco per gusti personali)? Sei indubbiamente uno dei più bravi, se non il più bravo dei chitarristi italiani. Chi ti sembra abbastanza dotato da “raggiungerti”?
SI’ I NEGRITA SONO BRAVI, NON MI DISPIACCIONO. PERO’ FORSE GLI MANCA ANCORA QUALCOSINA, QUELLA MARCIA IN PIU’ CHE TI FA FARE IL SALTO DI QUALITA’. HANNO RAGGIUNTO UN DISCRETO SUCCESSO, MA QUALCOSA PER ESPLODERE DEFINITIVAMENTE NON C’ E’ ANCORA, O UNA NUOVA SPINTA ARTISTICA O UNA FORTE PERSONALITA’ ALL’ INTERNO DEL GRUPPO. PER QUANTO RIGUARDA IL CHITARRISTA NON MI RITENGO IL PIU’ BRAVO. NON SI POSSONO FARE PARAGONI, OGNUNO HA UN GENERE O UN MODO DI SUONARE DIVERSO. IL PIU’ BEL COMPLIMENTO CHE POSSO RICEVERE E’ CHE TRASMETTO EMOZIONI AL PUBBLICO. IO ECCELLO NEL MIO MONDO, SONO MOLTO CREATIVO E CI METTO FANTASIA. ALTRI SONO INTERESSATI AD ALTRE COSE, PER ESEMPIO ANDREA BRAIDO, CHE E’ UN GRANDISSIMO, GUARDA PIU’ LA VELOCITA’ E LE NUOVE TECNICHE. MA CE NE SONO MOLTI DI BRAVI, DA RICKY PORTERA, CESAREO, CHITARRISTA DI ELIO E LE STORIE TESE, FINO A DODI BATTAGLIA, CHE E’ SOTTOVALUTATO PERCHE’ SUONA NEI POOH, MA E’ BRAVISSIMO, ABBIAMO FATTO DEI LAVORI INSIEME E CI SIAMO TROVATI BENE E DIVERTITI MOLTO.

Da anni sentiamo la leggenda del binomio droga/rock’n’roll. Premesso che ognuno è libero di fare le scelte che meglio crede, è un mondo veramente colpito da questi eccessi o sono ci sono i soliti casi isolati che vengono amplificati dai moralisti?
QUESTA STORIA AVEVA SENSO VENT’ ANNI FA. ORA NON LO HA PIU’. I MUSICISTI E GLI ATTORI ORMAI SONO QUASI DEI SANTI, O COMUNQUE NON PIU’ VIZIOSI DI CATEGORIE COME I BANCHIERI, CHE VOGLIONO FARE QUALCOSA DI DIVERSO DOPO ESSERE STATI TUTTO IL GIORNO IN GIACCA E CRAVATTA DIETRO UNA SCRIVANIA.

La chitarra ti ha aiutato in qualche momento difficile a livello personale?
SI’, SENZA DUBBIO. COME TUTTI GLI INTERESSI VERI. LA MUSICA E’ QUALCOSA CHE NON TI TRADISCE MAI, TI AIUTA A SUPERARE TUTTI I PROBLEMI, COME AD ESEMPIO LE STORIE D’ AMORE FINITE MALE.

C’è una canzone che ti piace così tanto da pensare che avresti voluto scriverla tu?
CE NE SONO UN’ INFINITA’, AD ESEMPIO “THE LONG AND WINDING ROAD” DEI BEATLES.

Un quesito che forse non avrà mai risposta: meglio i Beatles o i Rolling Stones?
AH, A ME PIACCIONO TUTTI E DUE. I BEATLES SONO MEGLIO MUSICALMENTE, MA SUL PALCO PREFERISCO GLI STONES.