Cologne - 1/8/2001

Eccovi il resoconto della serata grazie all' amico Daniele-"Brian"!

Siamo a Cologne in quel del Bierbauch, in occasione della "Festa della birra", il che significa che musicisti e pubblico si sono divertiti tutti alla stessa maniera...La serata comincia verso le dieci e, colpa del caldo, molta gente si è gia dissetata, diventando così più disponibile a sostenere vocalmente i nostri "ashman"...Come al solito il riscaldamento è compito delle Custodie Cautelari, che propongono i loro pezzi "Vivere" e "Musica", più la consueta Aeromithiana "Walk this way", intercalata da "Take a walk on the wild side" di Lou Reed e "Madre dolcissima" di Zucchero. Comincia la "Notte delle chitarre". Il primo a salire sul palco è Max Cottafavi, che suona "Libera nos a malo", "Ho messo via" e "Balliamo sul mondo", che smuovono parecchia gente visto anche l' alto numero di giovani presenti...Si passa poi a Cristiano Maramotti che al solito di suo fa ben poco, ovvero "Io ci sarò", preceduta da "Love of my life" di Santana (conclusa con un mirabile assolo ad alta velocità) e "Otherside" dei Red Hot Chili Peppers. Tocca ad Alberto Radius, il patriarca della chitarra italiana che esegue le sue rapsodie per chitarra che lasciano il pubblico un po' stranito...è roba bella ma non facile! A metà dell'esibizione di Radius c'è la sorpresa della serata: sale sul palco Lucio Fabbri, autore di moltissimi tra le più belle canzoni italiane, direttore d' orchestra e sopratutto ottimo violinista ed in questa veste che stupisce tutti...con Radius e Paolo Zanetti delle Custodie si lancia in un blues elettrico dove fa la parte del leone. Tocca ora a Cesareo che suona "John Holmes", "Cassonetto" e "Tapparella" degli "Elii". E' poi il turno di Ricky Portera, il "Van Halen" di Modena, parte con un bellissimo e tecnicissimo solo per passare poi a brani che ripercorrono la sua carriera, dagli Stadio a Lucio Dalla (l' immancabile "Figlio di puttana"), rendendo poi omaggio a Jimi Hendrix con una splendida "Little Wing". Nel frattempo si è fatto tardi, si stanno per sforare i tempi massimi e gli organizzatori invitano a "stringere". Inizia subito Maurizio, con gli immancabili stivali a punta e la Fender dorata suonando "Ridere di te" e la recente "Stupido Hotel". Sempre in preda alla fretta risalgono tutti sul palco (Fabbri compreso) per la conclusione con "Il tempo di morire" di Lucio Battisti, con la quale si congedano dal pubblico del Bierbauch dopo una bellissima serata di rock e chitarre. Nella jam finale Maurizio ha sfoggiato una sua Gibson Sg Custom del 1974. Piccola nota personale...mi sono portato gente con non conosceva la maggior parte di questi chitarristi, ora stanno aspettando la prossima tappa della "Notte delle chitarre"...